Vivere con il deficit

ALIMENTAZIONE

Alimentazione alfa 1 at - Deficit di Alfa 1 At Antitripsina

La prescrizione di stili di vita appropriati rappresenta un vero e proprio presidio terapeutico, di provata efficacia clinica e di forte impatto positivo sull’evoluzione della malattia epatica secondaria a deficit di AAT.

L’alimentazione quotidiana deve soddisfare sempre un adeguato apporto di calorie (fornite da zuccheri, proteine e grassi), vitamine, sali minerali ed acqua. Frutta fresca e verdura garantiscono un congruo apporto di vitamine, sali minerali e fibre e perciò non devono mai mancare in tavola.

I pasti devono essere distribuiti in modo razionale: la prima colazione, consumata con tranquillità in non meno di 15 minuti, dovrebbe essere nutriente, genuina e sostanziosa e consentire un apporto intorno al 20% del fabbisogno calorico giornaliero, in modo da permettere di affrontare adeguatamente le attività alla mattina. Dovrebbe altresì prevedere la «regola dei tre», cioè includere latte o yogurt, pane o biscotti secchi e frutta. Alla prima colazione bisogna far seguire un pranzo sobrio ed una cena leggera. Infine, è buona norma consumare due spuntini a base di yogurt e/o frutta a metà mattina e nel pomeriggio.

Per quanto riguarda la tipologia degli alimenti:

  • Consumare in maniera equilibrata carni bianche, carni rosse e pesce (quest’ultimo non fritto) almeno una volta ogni 4-5 giorni;
  • Assumere dolci, uova ed affettati non più di due volte alla settimana;
  • Scegliere latticini e formaggi freschi e magri come yogurt, ricotta, scamorza, mozzarella e formaggi cremosi magri. In ogni caso, non consumare i formaggi più di due volte a settimana;
  • Preferire gli amidi agli zuccheri semplici, come ad esempio pasta, cereali e legumi anziché zucchero da cucina;
  • Preferire i grassi vegetali crudi a quelli animali, quindi condire con olio di oliva extravergine nelle quantità consentite ed evitare burro, margarina e maionese.

Pregiudizi alimentari e fegato

Da tempo circolano leggende metropolitane rispetto alla tossicità epatica di alcuni alimenti. Tra questi, spesso vengono citate le uova, gli spinaci ed i carciofi. Le uova, in realtà, sono utilissime in quanto contengono parecchi aminoacidi solforati, indispensabili nei processi di detossificazione svolti dal fegato. Anche spinaci e carciofi sono alimenti sani che non danneggiano il fegato. Sovente, accade inoltre di sentire che persone affette da malattia epatica si cibino solo con alimenti “bolliti” o “in bianco”, nella convinzione che gli altri alimenti possano danneggiare il fegato. Ciò non è assolutamente vero e anzi, diete molto restrittive possono privare il fegato di elementi nutrizionali indispensabili al suo corretto funzionamento.

Bevande alcoliche

Per quanto riguarda le bevande alcoliche, il rischio di sviluppare malattia epatica dipende unicamente dalla quantità di etanolo assunto e non dal tipo di bevanda. Molto importante, nel determinare danno epatico, è anche la durata del consumo: dosi anche moderate di alcolici assunte giornalmente per periodi prolungati (come diversi anni) aumentano il rischio di sviluppare patologia epatica. È dimostrato, inoltre, che la combinazione dell’assunzione di alcolici e di altre abitudini non salutari (come la sedentarietà ed il fumo) hanno un effetto sinergico nel determinare malattia epatica e portano più danni di quelli che determinerebbero presi singolarmente.

La quantità di alcol da non superare per preservare il fegato è difficile da stabilire con esattezza. Convenzionalmente è assunto un limite di 30 grammi di etanolo al giorno per le donne e 40 grammi al giorno per gli uomini. Queste dosi definiscono un ridotto rischio di danni epatici, ma non un rischio assente. Nel soggetto affetto da deficit di AAT, e quindi già in presenza di un fattore di rischio per malattia epatica, è buona norma assumere alcolici in quantità estremamente moderate e non quotidianamente, ma solo saltuariamente.

Le linee guida italiane

Al fine di fornire strumenti di orientamento per i cittadini, ma anche al legislatore, per quanto riguarda la corretta alimentazione, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA) ha redatto un documento frutto della collaborazione di un ampio gruppo di esperti. Questo documento include un’ampia raccolta di linee guida per l’alimentazione rivolta a tutte le persone: la corretta alimentazione è infatti un pilastro fondamentale dello stile di vita di ciascun individuo, sia esso sano o affetto da una patologia.

Gli stili di vita nel deficit di alfa1 antitripsina L’alimentazione